Basket: tra formazione ed integrazione sociale

val di fiemme basket Vs comunità filippinaDel gioco del basket nel nostro paese, e ancor di più nella nostra piccola realtà valligiana, si scrive e si parla troppo poco, e quando lo si fa se ne tralasciano spesso e volentieri gli aspetti fondanti che non riguardano tecnica, tattica e fondamentali, bensì la grandissima propensione di questo sport all’integrazione sociale, la possibilità che per sua natura stessa di sport di strada, dà a tanti giovani di esprimersi in un contesto di squadra, di mettere da parte in quel rettangolo di gioco qualsiasi diversità e problema per focalizzarsi sul gioco stesso, sulle sue dinamiche: quelle che fanno sì che le differenze tra attacco e difesa non esistano (il basket è tra i pochi sport in cui si attacca e si difende in 5, tutti allo stesso modo) quanto quelle  di natura etnico/razziale.

Il basket è nato in palestra a fine ottocento per mano di un canadese (John Naismith) ma è poi sulle strade, non solo americane, che ha avuto il suo sfogo naturale evolvendosi in forme nemmeno auspicabili alla sua nascita. Ed è proprio dalla strada, dalle mille sfaccettature umane che la strada ingloba, mette in gioco ed a volte abbandona, che l’essenza della pallacanestro si fa più vera, diventa palpabile. Rigore, fantasia, metodo, creatività, aggressività, gioia, si compenetrano come in nessun altro sport e danno vita ad una vera e propria anima del gioco, che come tale va rispettata e creata assieme a compagni ed avversari. Tutti su quel rettangolo inseguno un sogno, una palla a spicchi che rappresenta non solo un gioco (a New York si dice che il basket sia “more then a game”, molto più di un gioco) ma un vero e proprio modo d’essere e di esprimersi.
DSCN8061“Perchè che siate un pompiere di Philadelphia che ogni sera dopo lavoro fa abboccare Jordan ad una propria finta per andare in lay-up, che siate un ragazzino delle isole Filippine intento a disputare la propria finale NBA correndo scalzo sul selciato, che siate uno dei ragazzi che si è messo in testa che anche tra le valli del Trentino una palla a spicchi aveva senso di esistere, che siate un gruppetto di “bro” di Brooklyn speranzosi di poter conquistare una vita migliore battagliando fino a notte fonda in memorabili 5 contro 5 di cui le strade parleranno anni dopo: tutti in quei pochi metri quadri volete esprimere cosa significhi segnare la tripla vincente o mandare il compagno a canestro con un no-look pass: tutti andate in cerca di qualcosa.
Può essere semplice divertimento, può essere l’accettazione degli altri o il bisogno che abbiamo di essere noi stessi.”

Siamo tutti in cerca di qualcosa e non è detto che alla fine lo troveremo. Troveremo però sempre un gioco e lo spazio in quei pochi metri quadrati per realizzare i nostri sogni, piccoli o grandi che siano. Perchè sul campetto, indipendentemente da che sia in palestra, o in quale strada del mondo, si impara a conoscere se stessi, gli altri ed IL GIOCO. Ma soprattutto là in mezzo si può vedere se stessi, gli altri e la vita in modo diverso da come li si è visti fino a quel preciso momento.

10Questo è ciò in cui crediamo, quello che ci ha insegnato questo gioco e che in Val di Fiemme cerchiamo di dimostrare anche con eventi come quelli andati in scena a Cavalese il primo week-end di dicembre 2012: sfide amichevoli per i più piccoli (minibasket) che imparano così a confrontarsi con coetanei che come loro quel sogno di cui sopra, lo inseguono come nessun altro; ma anche sfide dal forte valore sociale come quella giocata dai Pini della Val di Fiemme contro, o meglio con, la Comunità Trentina Filippina, una realtà poco appariscente, forse invisibile a tanti Trentini, e che ha trovato proprio nella pallacanestro (sport nazionale nelle isole Filippine) un modo per ritrovarsi, rafforzare la propria coesione ed integrarsi.

Questa è la pallacanestro. Scusate se è poco.

Luca Mich

Photo Credits:
prima foto by Comunità Trentina Filippina (Cavalese)
seconda foto by Luca Mich (Harlem, New York)
terza foto by Tommaso Sturari (Cavalese)
gallery by Luca Mich (Cavalese)
Citazione: Chiara Zanini, Black Jesus 2002

#fuocoefiemme

Un pensiero riguardo “Basket: tra formazione ed integrazione sociale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...