Tu spacchi? Io aggiusto. Ovvero come rimettere in piedi una stagione.

mucchio-delle-sfere-di-cannone-di-pietra-19611940E’ lunedì sera, uno come gli altri in Val di Fiemme: fuori si ghiaccia, i palloni di pura pelle sintetica si sintetizzano in pura roccia marmorea, quando corri esce uno strano fumo dalla bocca che pare di essere ai poli del globo: fuori dalla palestra non c’è un’anima viva ma il suono dei sassi che rimbalzano ti ricordano che qualcosa, anche da queste parti, succede.

Un lunedì sera come un altro, tranne che per un piccolo particolare. Si gioca, non ci si allena. E si gioca per davvero. La stagione di Val di Fiemme Basket fino a qui è stata con più bassi che alti nei risultati, vuoi per gli infortuni, le sfortune tecnico/tattiche, le trasferte sotto numero ed altre scuse del caso che però stanno per essere spazzate via da una sola parola: squadra.

ralphChe la serata possa andare per il verso giusto lo si capisce sin dall’arrivo in palestra (con le borse nuove del Ghiottone appresso) del team di casa: il buon auspicio lo porta con se “Il riparatore”, all’anagrafe Marco Tomaselli che prima di vestire il suo amato #13 (in onore di James Harden) anticipa il suo gioco di play con forte propensione all’ordine in campo, portando con se i ferri del mestiere e con cacciavite, pinze e spella-fili sistema in men che non si dica il tabellone che fino a quel momento avrebbe impedito di vedere il risultato in modo dignitoso. Sì, avremo una partita di basket. Di lunedì, in Val di Fiemme.

Nel frattempo arrivano in palestra i giocatori di Brunico che dopo essersi macinati kilometri di strade modello Alaska, incrociano entrando in campo il vivaio di Fiemme Basket che ti fa ricordare quanto qui, dentro queste mura, di lunedì sera in Val di Fiemme, stia accadendo qualcosa che nel suo piccolo sta cambiando la geografia dello sport in Valle. Dal basso, silenziosamente ma non troppo. Per i soli parziali, a referto ne contiamo 60, e non solo di punti (la serata andrà bene e si supereranno i 70 questa volta) ma di bambini iscritti con la nostra ASD…

Riscaldamento breve, stretching inesistente: pronti via, si parte con una bombarda senza coscienza di Filippo Dellasega 415662_305624826142145_136402733064356_765212_1684859055_o-11#35, ala coscritta che non solo fa partire a bomba i pini, ma terrà alta la bandiera dell’atletismo per tutta la partita con contropiedi fulminei e perfetta intesa con i compagni. Suo il titolo di MVP : segno che quando c’è la testa Pippo è un’arma impropria su questo parquet (in realtà trattasi di pezzo di durissimo cemento rivestito in linoleum). La palla gira a meraviglia e i giochi coinvolgono in alcuni casi anche tutti e 5 i giocatori in campo. Ne è la prova l’alto basso tra Luke (chi scrive) #23 e “The Griko”, il greco al secolo Avraam Christodoulidis #10 spesso in grado di coinvolgere con l’extra-pass anche Baby-Shaq Davide Severino #11 (ma ben presto #33), lungo dal forte potenziale che a bocce ferme verrà ricordato per aver sbagliato apposta tutti i tiri da sotto per prendere i propri rimbalzi e strappare dopo anni di imbattibilità, il titolo di miglior rimbalzista di sempre a Dennis Rodman. Sembra impossibile ma ci riuscirà.

Primo tempo concluso in vantaggio con già un paio di giocatori pronti a scollinare oltre la doppia cifra. Nel frattempo Denis Vinante #4 detto il reverendo per la sua impareggiabile esperienza regala hockey-pass che fanno girare la squadra, Luca “Perry” Perrone #21 entra a dare energia e a regalare un recupero da dietro in contropiede da cineteca. Giuseppe Stilo poi si fa trovare…no, Giuseppe Stilo #79 decide di vestire i soli panni di coach per una volta e guida la squadra dalla panchina con mente lucida. L’esperienza maturata a Reggio Calabria, pari solo a quella di Ginobili (sempre con le dovute proporzioni) lo fa leggere la partita in modo impeccabile, facendogli addirittura fare largo uso di un oggetto fino a poco tempo fa totalmente sconosciuto ai fiemmazzi cestisti, santo Graal dei coach più quotati: la lavagnetta.

clinic_basket_pao_2Tra una X e un O mentre il non-atleta harlem globetrotter  (lo si è visto prendere il rimbalzo, rubare palla, virare e passarla in un unico, rapido movimento che su sport-science stanno ancora studiando),Valentin Mita #18 il redivivo Martin Pederiva #55 ed il folletto Renante Castillo #12 spaccano (la partita e anche per stile impareggiabile), Giuseppe aggiusta. 

Il terzo quarto e l’inizio del quarto vedono Brunico in rimonta grazie alle triple del suo talentuoso numero 10, ma a perdere questa volta i pini non ci stanno e tra un tiro fuori ritmo dell’uomo che ritmo non sa manco che voglia dire Norberto Gusman #6, e del pluripremiato campione di kickboxing Carlo Menna #30 che si fa sentire a rimbalzo portando anche blocchi di classe, rimangono davanti anche se con qualche sbandamento. Gli schemi funzionano, le facce sono quelle di chi si diverte ed il risultato, con 4 uomini in doppia cifra e oltre 70 punti segnati, non mente: abbiamo una squadra che può giocarsi tante belle partite e divertirsi!

C’è chi spacca, chi aggiusta, chi deve dimostrare qualcosa agli altri, chi a se stesso, chi trova il proprio ruolo ora, chi lo troverà con l’esperienza. C’è Val di Fiemme Basket signori.
You know what I’m saying? (Capisc?).

Luke

PS: la vittoria è dedicata a Davide Barbieri n°7 fuori per festeggiamenti della maggiore età e Valentino Vanzetta #8 fuori per infortunio.

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